Storia
agosto 12, 2026
Il bilancio della sparatoria in una scuola in Thailandia aumenta mentre conteggi contrastanti alimentano i dubbi
La morte di una ragazza di 12 anni ha fatto salire il bilancio riportato, ma resoconti ufficiali contrastanti indicano otto o nove vittime. La tragedia riaccende anche l’attenzione sull’accesso alle armi e sulla preparazione delle scuole.
La sparatoria in una scuola in Thailandia è diventata una tragedia misurata non solo in vite perdute, ma anche nell’incertezza: con il decesso di una ragazza di 12 anni a causa delle ferite riportate, funzionari e resoconti hanno fornito totali diversi delle vittime.
La morte della ragazza ha portato il bilancio ad “almeno otto persone”, secondo un resoconto, che affermava che il quattordicenne armato aveva ucciso anche i nonni prima di togliersi la vita.1 Questo resoconto elencava cinque membri del personale scolastico, l’attentatore e i suoi nonni tra i morti, segnalando inoltre che 14 persone erano ancora ricoverate in ospedale e sette erano in condizioni critiche.
Un altro resoconto forniva una cifra più alta, affermando che la polizia aveva portato il bilancio a nove dopo la morte della ragazza.2 La discrepanza riflette la confusione che circonda l’attacco, con i corpi rilasciati in momenti diversi e i resti della ragazza che, secondo quanto riferito, erano ancora in attesa di essere consegnati. Un resoconto di orientamento conservatore descriveva similmente la morte come l’evento che ha fatto salire il bilancio ad “almeno otto”, sottolineando la sequenza ufficiale della sparatoria alla Debsirin Nonthaburi School e l’apparente suicidio dell’attentatore.3
I resoconti concordano sui fatti centrali: il presunto attentatore aveva 14 anni, l’attacco ha colpito una scuola fuori Bangkok e la maggior parte delle vittime erano bambini o dipendenti della scuola. Differiscono principalmente sul conteggio finale e sul livello di dettaglio offerto riguardo al più ampio fallimento istituzionale.
La sparatoria sta anche riaprendo l’annoso dibattito sul controllo delle armi in Thailandia. Le autorità hanno dichiarato che l’arma compatta era legalmente registrata al nonno del ragazzo, mentre il possesso di armi da fuoco nel paese rimane elevato rispetto agli standard regionali. I racconti dei testimoni descrivono studenti in fuga nel panico: “Le ragazzine si tenevano per mano e piangevano”, ha raccontato il proprietario di un ristorante.1 Le lezioni sono state sospese per una settimana, ma la risposta immediata non ha risolto la questione più ampia: se l’accesso legale a un’arma di famiglia e misure di sicurezza inadeguate abbiano reso possibile l’attacco.