Storia
agosto 12, 2026

Il volo segreto di Trump lo ha protetto, ma ha lasciato i suoi stessi passeggeri all’oscuro

Un cambio di aereo coperto dal segreto è stato presentato dagli alleati di Trump come una risposta necessaria a una minaccia iraniana, mentre i critici sostengono che l’operazione abbia trasformato incautamente giornalisti e staff in inconsapevoli esche e nascosto la verità molto dopo che il pericolo era passato.

La partenza segreta di Donald Trump dalla Turchia è diventata un banco di prova per capire dove finisce la sicurezza presidenziale e dove inizia la responsabilità verso l’opinione pubblica. L’operazione potrebbe averlo protetto da una presunta minaccia iraniana, ma ha anche lasciato oltre 100 collaboratori e giornalisti a bordo di un aereo che i funzionari consideravano troppo rischioso per il presidente.

Il racconto di base non è seriamente contestato. Trump è salito pubblicamente sul vecchio Air Force One ad Ankara, poi è stato spostato lontano da sguardi indiscreti in un camion di catering aeroportuale e trasferito su un velivolo militare più piccolo, un C-32A. Il 747, con a bordo reporter e staff, ha proseguito verso la Gran Bretagna come esca, mentre Trump volava separatamente. La copertura conservatrice tratta in larga misura la manovra come prova di una credibile minaccia di assassinio e di una pianificazione della sicurezza competente. Un resoconto ha descritto l’operazione come pensata “per evitare un complotto di assassinio iraniano.”

Trump stesso ha confermato il cambio di aereo, affermando di aver seguito i Servizi Segreti e i militari perché “c’era una minaccia là fuori”, aggiungendo però che il velivolo che ha effettivamente utilizzato poteva essere “a maggior rischio.” La Casa Bianca ha difeso l’impostazione di sicurezza più ampia, affermando che i funzionari usano “ogni strumento a nostra disposizione” contro i nemici che prendono di mira il presidente.

La critica progressista si concentra meno sull’inganno in sé che sui suoi costi e sulla segretezza. I critici sostengono che l’amministrazione abbia nascosto la minaccia alle persone che viaggiavano sull’aereo-esca e mantenuto un resoconto falso per settimane. Steven Cash, ex funzionario dell’intelligence, ha affermato che il piano sembrava ridurre il pericolo per Trump “offrendo circa 100 persone da far uccidere dagli iraniani al suo posto.” Il senatore Richard Blumenthal ha chiesto un’informativa al Congresso, domandando quali precauzioni avessero protetto i passeggeri su un aereo ritenuto non sicuro per Trump.

Gli esperti di sicurezza restano divisi sulle informazioni di intelligence. Alcuni affermano che il complesso inganno segnali informazioni insolitamente solide; altri mettono in dubbio che l’Iran potesse verosimilmente attaccare un aereo in partenza da Ankara. La tensione centrale rimane quindi irrisolta: la protezione straordinaria del presidente può essere giustificata, ma usare la stampa al seguito e lo staff come copertura inconsapevole — e trattenere la spiegazione in seguito — solleva un distinto problema di responsabilità.

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