Storia
agosto 14, 2026

Harvard ottiene l’archiviazione mentre la campagna di Trump contro l’antisemitismo si scontra con un muro legale

Un giudice federale ha stabilito che le accuse di antisemitismo contro Harvard erano troppo isolate per dimostrare una violazione continuativa dei diritti civili, indebolendo la più ampia campagna di pressione dell’amministrazione Trump ma lasciando irrisolte le preoccupazioni sul campus.

La decisione contro la causa dell’amministrazione Trump contro Harvard mette in luce una netta frattura: il governo ha presentato gravi accuse di molestie antisemite, mentre il tribunale ha ritenuto quegli episodi giuridicamente insufficienti a dimostrare una violazione istituzionale continuativa.

Il Dipartimento di Giustizia ha sostenuto che Harvard non aveva protetto gli studenti ebrei e israeliani dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023, accusando l’università di aver permesso un ambiente ostile nel campus e di aver premiato studenti che avevano molestato o aggredito i propri compagni. Il resoconto di area conservatrice ha messo in evidenza accuse che includono cori di “Heil Hitler” e un’aggressione contro uno studente che stava filmando una protesta, presentando al contempo Harvard come incapace di disciplinare quelli che il governo ha definito “branchi”.

Il giudice Richard Stearns non ha respinto le preoccupazioni di fondo. Ma ha concluso che il caso del governo si basava in modo predominante su episodi dell’anno accademico 2023–24 e offriva prove troppo scarse di una mancata conformità attuale. Il tribunale ha descritto le accuse come “troppo isolate ed episodiche” per sostenere un’inferenza plausibile che Harvard stesse ancora violando il Title VI.

Questa distinzione è centrale per le interpretazioni contrapposte. L’amministrazione ha trattato gli episodi passati come prova di un fallimento istituzionale radicato e ha cercato di usare come leva l’accesso ai cospicui finanziamenti federali di Harvard. La copertura di orientamento liberale ha invece presentato la causa come parte di uno sforzo più ampio del presidente Donald Trump per costringere l’università a cedere su antisemitismo, ammissioni e politiche di diversità, descrivendo l’archiviazione come una battuta d’arresto per quella campagna.

Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato di essere “in disaccordo con la decisione” e di stare valutando i prossimi passi, lasciando aperta una possibile impugnazione. La decisione quindi risolve il reclamo attuale del governo, non la più ampia controversia sull’antisemitismo nel campus—né il tentativo dell’amministrazione di usare il potere federale per rimodellare Harvard.