Storia
agosto 14, 2026
L’uscita di Leavitt apre uno scontro su se Trump abbia bisogno di un addetto stampa
La partenza di Karoline Leavitt ha acceso aspettative contrastanti: alcuni prevedono una affollata battaglia di successione, mentre altri si aspettano un modello di comunicazione più fluido basato sui surrogati e sul presidente Trump stesso.
La prossima partenza di Karoline Leavitt è meno un normale avvicendamento di personale che un test su come la Casa Bianca di Trump voglia comunicare: attraverso un unico, disciplinato addetto stampa o tramite una rete più ampia di voci leali.
Il resoconto di area liberal descrive il posto vacante come l’inizio di una competizione interna per uno dei ruoli più visibili dell’amministrazione, parlando di una “gara senza esclusione di colpi”1 tra figure con diversi tipi di accesso al presidente Trump. Stephen Cheung, il direttore della comunicazione, e Anna Kelly, la vice di Leavitt, offrono continuità. Alina Habba porta lealtà personale e un profilo mediatico combattivo, mentre Katie Miller e Taylor Budowich rappresentano legami influenti con il più ampio apparato politico e di comunicazione dell’amministrazione. Si prevede che Leavitt lasci alla fine del mese per trascorrere più tempo con la sua famiglia.1
Questa visione incentrata sulla successione contrasta con un resoconto conservatore secondo cui la Casa Bianca potrebbe non nominare affatto un successore permanente.2 La differenza è significativa: una nomina tradizionale preserverebbe la struttura della sala stampa, mentre un’operazione più ampia potrebbe fare maggiore affidamento sui surrogati e sul coinvolgimento diretto del presidente. Le informazioni disponibili non chiariscono quale modello sceglierà Trump, ma mostrano che l’uscita di Leavitt viene interpretata sia come una ricerca di personale sia come una possibile riprogettazione.
Gli alleati dell’amministrazione hanno messo l’accento sui risultati piuttosto che sull’incertezza. Il vicepresidente JD Vance ha definito quello di Leavitt uno dei lavori “più difficili” dell’amministrazione e l’ha elogiata per averlo svolto “con grazia, arguzia e un sorriso sul volto.”
3 Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto che è stata una “parte fondamentale” della squadra di Trump e le ha attribuito un ruolo in quelli che ha definito i risultati storici dell’amministrazione.
4
Nel complesso, le reazioni rivelano la tensione centrale: gli alleati di Leavitt descrivono la sua partenza come la perdita di una difensora efficace, mentre il dibattito sulla successione solleva una questione più ampia su se la Casa Bianca intenda sostituirla o andare oltre il tradizionale modello dell’addetto stampa.