Storia
agosto 17, 2026

Uno schianto a mezzanotte in Ungheria lascia polizia, sopravvissuti e famiglie in cerca di risposte

Dodici persone sono morte e almeno 10 sono rimaste ferite quando un autobus polacco si è ribaltato sull’autostrada M3 in Ungheria. La polizia sospetta l’affaticamento del conducente, mentre il racconto di una sopravvissuta sottolinea la natura improvvisa e devastante dell’incidente.

Dodici persone sono state uccise e almeno 10 sono rimaste ferite quando un autobus che trasportava pellegrini o turisti polacchi si è ribaltato sull’autostrada M3 in Ungheria nelle prime ore di domenica, trasformando il viaggio di ritorno da un santuario religioso in una tragedia con numerose vittime.

L’autobus, che trasportava 57 passeggeri e due autisti, viaggiava verso est nei pressi di Mezokeresztes, a circa 140 chilometri da Budapest, quando è uscito di strada intorno all’1 di notte ed è finito in un fosso. I passeggeri stavano tornando in Polonia da Medjugorje, nella Bosnia sudorientale, e i feriti sono stati trasportati in ospedale in quattro città vicine.

La polizia ha inquadrato l’incidente principalmente come un possibile caso di affaticamento del conducente. La loro dichiarazione preliminare affermava che l’autista potrebbe essersi addormentato, e le autorità lo hanno posto in stato di fermo mentre indagano sulle circostanze. Tale ricostruzione resta tuttavia non provata e non spiega ancora perché il veicolo abbia deviato dall’autostrada o se altri fattori abbiano contribuito.

La descrizione di una sopravvissuta offre una prospettiva nettamente diversa rispetto alla prima teoria ufficiale: non una questione astratta di stanchezza, ma un ribaltamento improvviso e caotico. Helena Tluczek ha raccontato che l’autobus “si è improvvisamente inclinato e si è ribaltato”, lasciandola con costole rotte e ferite alla spalla e alla colonna vertebrale. Ha definito l’esperienza “inimmaginabile”, una parola che coglie il divario tra la sintetica cronologia fornita dalla polizia e la realtà umana all’interno dell’autobus.

I funzionari si sono concentrati sull’accertamento delle responsabilità; i sopravvissuti e le famiglie si ritrovano ad affrontare l’enormità della perdita. Finché gli inquirenti non stabiliranno se sonno, velocità, condizioni della strada o altri fattori abbiano avuto un ruolo, la detenzione dell’autista segna solo l’inizio dell’indagine, non la sua conclusione.