Storia
agosto 17, 2026
I Democratici puntano le loro primarie 2028 su una coalizione più ampia — e rischiano di alienare Iowa e New Hampshire
Il nuovo calendario 2028 del DNC eleva il South Carolina e gli elettori centrali della coalizione democratica, mentre mette ai margini i tradizionali stati anticipatori e intensifica lo scontro interno al partito su strategia e ideologia.
Il Partito Democratico sta riscrivendo il capitolo di apertura della sua corsa presidenziale del 2028, dando maggiore rilievo a stati pensati per riflettere la sua coalizione moderna e provocando al contempo una reazione negativa da parte delle comunità che per lungo tempo hanno plasmato il suo processo di nomina.
Una lettura conservatrice enfatizza i beneficiari previsti dal calendario: gli elettori neri e latini e i membri dei sindacati avranno voce in capitolo prima nella scelta del candidato del partito.1 Questa interpretazione è in linea con l’obiettivo dichiarato del DNC di spostare l’influenza lontano da Iowa e New Hampshire, stati i cui elettorati prevalentemente bianchi hanno detenuto un potere sproporzionato per decenni.
Il calendario approvato inizia con il South Carolina il 22 gennaio, seguito dal Nevada il 1° febbraio, poi New Hampshire, New Mexico, Michigan e Virginia prima del Super Tuesday.2 I leader democratici descrivono il cambiamento non solo come un aggiustamento di programmazione, ma come un test di strategia elettorale. «Questo è molto più di una semplice sequenza di date su un calendario», ha detto il presidente del DNC Ken Martin. «Qui si tratta del nostro approccio per riconquistare la presidenza».2
L’argomento più forte a favore di questo spostamento è rappresentativo. Lo stratega democratico Chuck Rocha ha affermato che i candidati incapaci di ottenere buoni risultati con gli elettori latini o neri «possono arrivare solo fino a un certo punto in questo calendario», definendo la mossa un rispetto dovuto da tempo agli elettori neri.2 La decisione riflette anche la preoccupazione che i repubblicani stiano facendo progressi tra gli elettori ispanici e neri nelle elezioni generali.
Ma Iowa e New Hampshire vedono il cambiamento come una perdita di scrutinio democratico, non come un guadagno in equità. La delegazione del New Hampshire al Congresso ha difeso le sue primarie “First in the Nation” come un banco di prova in cui i candidati incontrano direttamente gli elettori invece di fare affidamento su super PAC e grandi donatori.2 La presidente dei Democratici dell’Iowa, Rita Hart, ha definito il calendario «fondamentalmente» viziato e ha detto che potrebbe escludere elettori di cui il partito ha bisogno per vincere.2
La disputa è anche ideologica. South Carolina e Virginia potrebbero favorire i moderati, mentre Nevada e New Mexico offrono ai progressisti aperture più chiare. In assenza di un chiaro favorito per il 2028, il calendario potrebbe determinare non solo chi guadagna slancio, ma quale versione del Partito Democratico avrà la possibilità di definirlo.