Storia
agosto 18, 2026

Trump incolpa i vandali per l’erba morta del National Mall nonostante le foto dell’evento mostrino che la sua celebrazione la copriva

Trump afferma che dei vandali hanno danneggiato l’erba del National Mall vicino al World War II Memorial, ma le fotografie mostrano che il palco e i posti a sedere del suo evento del 4 luglio occupavano gran parte dello stesso prato, lasciando la sua affermazione priva di sostegno nelle prove disponibili.

Il presidente Donald Trump ha trasformato una chiazza di erba morta sul National Mall in un’ennesima disputa sul vandalismo, dando la colpa a estranei per i danni proprio nell’area usata per la sua celebrazione del 4 luglio. Le prove citate pubblicamente, tuttavia, indicano una storia più complicata — e potenzialmente auto‑inflitta.

Trump ha pubblicato una fotografia di erba ingiallita vicino al World War II Memorial e alla Reflecting Pool, scrivendo: “Guardate cosa hanno fatto i VANDALI all’erba che collega il vandalizzato World War II Monument e la vandalizzata Reflecting Pool.” Non ha fornito alcuna prova che identifichi i vandali o che spieghi perché dovrebbero essere loro i responsabili.

L’interpretazione del presidente contrasta con le fotografie dell’evento per l’Independence Day. Mostrano un grande palco, aree con posti a sedere e altre infrastrutture dell’evento che coprono gran parte del prato. Le immagini scattate in seguito mostravano i lavoratori intenti a rimuovere le strutture e a rivelare l’erba danneggiata sotto di esse. Quelle fotografie non dimostrano che la celebrazione abbia causato tutti i danni, ma mettono direttamente in discussione l’implicazione che il vandalismo sia la spiegazione ovvia.

Trump ha anche collegato l’erba a una controversia separata che riguarda il presunto vandalismo al memoriale e alla Reflecting Pool. Tuttavia, gli atti di accusa nel caso contro Melissa Farris non menzionano il prato che lui ha evidenziato. Le autorità affermano che Farris è stata arrestata in relazione a graffiti e a una fontana danneggiata, oltre ad aver campeggiato in precedenza su proprietà federale — non per aver danneggiato l’erba.

La disputa riflette un modello più ampio: Trump ha ripetutamente attribuito ai vandali la responsabilità di danni a progetti di Washington pur fornendo prove limitate e, a volte, versioni in contrasto con i resoconti dei suoi stessi funzionari. La sua affermazione può avere risonanza politica, ma la documentazione disponibile lascia irrisolta la questione centrale — e rende l’evento del 4 luglio in sé un soggetto di scrutinio più immediato rispetto ai presunti vandali.