Storia
agosto 23, 2026
I licenziamenti a Stars and Stripes trasformano una disputa gestionale in un banco di prova per l’indipendenza della stampa militare
Il Pentagono afferma che tre dirigenti di Stars and Stripes sono stati licenziati per insubordinazione, mentre i giornalisti sostengono di essere stati puniti per aver difeso l’indipendenza editoriale. La controversia mette in luce uno scontro più profondo su chi controlla un organo di informazione militare finanziato dai contribuenti.
Il licenziamento da parte del Pentagono di tre alti dipendenti di Stars and Stripes ha trasformato una disputa gestionale interna in un confronto più ampio sulla possibilità che un giornale finanziato dalle forze armate resti editorialmente indipendente.
L’editore Max Lederer, il caporedattore Erik Slavin e la cronista Lara Korte hanno ricevuto avvisi di separazione che citano l’insubordinazione e cinque giorni per presentare ricorso. Un account conservatore ha descritto l’episodio come una “lite per l’indipendenza editoriale,”1 mentre la copertura dei media liberal lo ha presentato come parte della più ampia campagna di pressione dell’amministrazione Trump contro il giornalismo militare.
La tesi dell’amministrazione è che i dipendenti abbiano violato norme sul luogo di lavoro e sulle relazioni pubbliche, non che siano stati puniti per un articolo specifico. Stephen Miller ha dichiarato che “se qualcuno è stato licenziato, è stato per giusta causa”, mentre il capitano di vascello della Marina William Urban ha promesso modernizzazione, una maggiore presenza digitale e un impegno continuo per un’informazione indipendente.2 I funzionari del Pentagono hanno inoltre sostenuto che Stars and Stripes deve andare oltre quelle che il portavoce Sean Parnell ha definito “distrazioni woke che prosciugano il morale.”2
I giornalisti descrivono qualcosa di più significativo. Slavin ha detto di essere stato licenziato per aver affermato che un’ipotetica censura oltrepasserebbe una “linea rossa”, insistendo che Stars and Stripes “deve rimanere editorialmente indipendente.”3 Korte ha affermato in modo analogo: “Io lavoro per Stars and Stripes—non per il Pentagono, non per un’amministrazione, non per alcun responsabile politico.”3
Entrambe le parti invocano la missione della testata, ma la definiscono in modo diverso. I funzionari del Pentagono sottolineano responsabilità, modernizzazione e morale; il personale licenziato mette l’accento sul valore costituzionale di una stampa indipendente al servizio delle famiglie militari. La tempistica ha intensificato i sospetti: Lederer si stava già preparando al pensionamento dopo aver citato disaccordi “fondamentali” con il Dipartimento della Difesa, e i licenziamenti sono seguiti a servizi sulle condizioni a bordo della USS Abraham Lincoln.3
La questione centrale, quindi, non è soltanto se siano state violate delle regole. È se il termine “insubordinazione” venga usato per imporre disciplina—o per ridisegnare il confine tra un giornale sostenuto dal governo e il governo che lo finanzia.