Storia
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Il candidato del Partito Repubblicano del Missouri accusato in un presunto complotto per incastrare il rivale alle primarie
Thomas Ross, candidato repubblicano alla Camera del Missouri, è accusato di aver cospirato per piazzare cocaina e Adderall addosso al suo avversario. Il caso ha spinto i leader del partito a chiedergli di ritirare il proprio nome dalla scheda elettorale di novembre.
Un candidato repubblicano alle elezioni legislative del Missouri deve affrontare un’accusa federale legata alla droga per un presunto tentativo di distruggere la campagna della sua avversaria alle primarie, non attraverso il confronto politico, ma piazzandole addosso sostanze stupefacenti. L’accusa ha rapidamente trasformato una vittoria alle primarie ottenuta con un margine risicatissimo in una prova di responsabilità del partito e di integrità elettorale.
Thomas Christopher Ross, 37 anni, è accusato di aver cospirato con il suo ex responsabile della campagna per mettere cocaina e anfetamine soggette a prescrizione nella borsa o nell’auto di Louise Secker mentre Ross si trovava fuori dallo Stato. Secker ha perso le primarie repubblicane nel distretto 161 della Camera per soli 33 voti, secondo la ricostruzione di parte liberal del caso.1
Le due ricostruzioni condividono l’accusa centrale, ma pongono l’accento su aspetti diversi. Il resoconto conservatore si concentra sull’operazione: l’ex responsabile della campagna di Ross avrebbe contattato la polizia, fornito le droghe che ha detto essere state procurate da Ross e indossato un microfono durante un incontro. Secondo quanto riferito, i documenti giudiziari avrebbero registrato Ross mentre dava il suo assenso quando gli è stato chiesto se il piano dovesse andare avanti, mentre i messaggi descrivevano il piano come qualcosa che avrebbe rappresentato una “figuraccia estrema” per Secker.2
Il resoconto liberal attribuisce maggiore importanza al procedimento federale e ai potenziali danni alla competizione democratica. I procuratori sostengono che Ross abbia detto al responsabile della campagna: “Se riesci a farcela ... fallo”, mentre gli investigatori esaminavano messaggi ed elementi di prova legati al piano di piazzare le sostanze. Ross è stato accusato di un capo d’imputazione per cospirazione finalizzata alla distribuzione di una sostanza controllata; le accuse non sono state dimostrate in tribunale.
Entrambe le prospettive riferiscono che il presidente del Partito Repubblicano del Missouri, Peter Kinder, ha definito le accuse “gravi e profondamente inquietanti” e ha esortato Ross a ritirarsi. Il resoconto conservatore sottolinea inoltre la responsabilità del partito nei confronti degli elettori, mentre i procuratori federali presentano la vicenda come una prova di “equità, trasparenza e integrità nelle elezioni”.1 Secondo i resoconti, Ross ha tempo fino all’8 settembre per rimuovere volontariamente il proprio nome dalla scheda elettorale di novembre.