Storia
settembre 7, 2026

La promessa di sicurezza intransigente della Colombia si scontra con una guerra territoriale sempre più aspra

La morte di tre soldati in un sospetto attacco con droni dell’ELN mette alla prova la promessa del presidente Abelardo de la Espriella di ricorrere a una forza schiacciante, mentre la violenza affonda le sue radici in una più ampia lotta per le zone di confine, la coca e le rotte del traffico illecito.

Tre soldati colombiani sono morti dopo che esplosivi sganciati da droni hanno colpito un complesso militare a Ocaña, mettendo in luce il divario tra le promesse di sicurezza intransigente del presidente Abelardo de la Espriella e il radicato conflitto territoriale che alimenta la violenza nel nord-est del Paese.

L’esercito ha dichiarato che l’assalto, avvenuto nella tarda serata di venerdì, è stato seguito da scontri all’interno del complesso e ha lasciato feriti altri quattro soldati. Le autorità locali hanno attribuito la responsabilità all’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), sebbene il resoconto disponibile identifichi il gruppo come il presunto autore dell’attacco, senza documentare una rivendicazione pubblica di responsabilità. I militari hanno affermato che le vittime sono morte mentre conducevano operazioni dopo l’attacco.

La risposta di de la Espriella ha presentato le morti principalmente come una sfida all’autorità dello Stato. «Per ogni agente di polizia o soldato assassinato, faremo ricadere sui criminali tutto il peso e la forza legittima dello Stato», ha dichiarato. Il linguaggio rafforza la sua più ampia strategia di escalation militare, che comprende una più stretta cooperazione in materia di sicurezza con gli Stati Uniti e Israele e la partecipazione all’alleanza anti-cartello Scudo delle Americhe, guidata dagli Stati Uniti.

Questa impostazione incentrata sulla sicurezza nazionale, tuttavia, si scontra con una realtà locale più complessa. La regione del Catatumbo, che comprende parti di Norte de Santander e Cesar, confina con il Venezuela, ospita importanti aree di produzione della coca ed è contesa dall’ELN e dalle fazioni dissidenti delle ex Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC). Il conflitto, dunque, non è soltanto un attacco contro i soldati, ma anche una lotta per i corridoi, il territorio e i proventi illeciti.

I recenti attentati dinamitardi a Cúcuta e altrove — compreso un attacco che ha ucciso un civile e ferito 11 persone — suggeriscono che il raid con droni faccia parte di un modello più ampio, anziché essere un episodio isolato sul campo di battaglia. Il presidente promette la forza; la geografia della regione e i gruppi armati frammentati suggeriscono che la sola forza potrebbe non risolvere le cause profonde che alimentano la guerra.