Storia
settembre 6, 2026
La caccia alle fughe di notizie del Pentagono trasforma gli alti funzionari in sospettati—senza trovare il responsabile
Una rara operazione del Pentagono con il poligrafo ha preso di mira decine di alti funzionari militari e civili dopo che alcuni resoconti avevano rivelato l’esaurimento delle scorte di armi, ma secondo quanto riferito gli investigatori non hanno individuato nessuno che abbia fallito le domande relative alle fughe di notizie.
Lo sforzo del Pentagono per scoprire chi abbia divulgato informazioni sensibili sulle scorte esaurite di armi statunitensi si è ampliato fino a diventare un’indagine interna insolitamente vasta—un’indagine che sembra aver prodotto controlli, ma nessun responsabile identificato della fuga di notizie.
Secondo quanto riportato e sintetizzato in Il Pentagono sottopone a test con il poligrafo nella caccia a chi divulga informazioni: rapporto, ai funzionari dello Stato Maggiore congiunto è stato chiesto se avessero condiviso informazioni classificate con giornalisti.1 Secondo quanto riferito, gli esami si sono svolti ad agosto, mentre le organizzazioni giornalistiche descrivevano la carenza di missili a lungo raggio e di intercettori per la difesa aerea Patriot nel corso della guerra con l’Iran. Le fonti citate in quel resoconto hanno affermato che nessun funzionario ha fallito le domande specificamente relative alle fughe di notizie verso i media.
Il resoconto di orientamento liberal presenta la stessa indagine come molto più ampia. CHI STA DIFFONDENDO I SEGRETI MILITARI DELL’AMERICA? ha riferito che circa 50 membri dello Stato Maggiore congiunto—e funzionari dei comandi combattenti—sono stati sottoposti al poligrafo, descrivendo l’operazione come straordinariamente rara.2 Ha inoltre sottolineato la posta in gioco politica, descrivendo il presidente Donald Trump come irritato dalle rivelazioni sulle riserve di armi e collocando l’indagine nel quadro della più ampia campagna del segretario alla Difesa Pete Hegseth contro le divulgazioni non autorizzate.
Le prospettive divergono soprattutto nell’enfasi. Il rapporto conservatore si concentra sulla ricerca concreta delle fonti e sulla tempistica dei test. Il rapporto liberal inserisce l’episodio in una più lunga lotta istituzionale, citando precedenti avvertimenti secondo cui chi divulga informazioni potrebbe essere perseguito penalmente, una sospensione temporanea dell’uso del poligrafo dopo obiezioni interne e la creazione di una task force del Pentagono e del Dipartimento di Giustizia.
Entrambi i resoconti, tuttavia, indicano la stessa tensione irrisolta: i funzionari insistono sul fatto che le informazioni classificate possano mettere a rischio la sicurezza nazionale, mentre le rivelazioni hanno evidenziato potenziali difficoltà nell’arsenale disponibile per sostenere le operazioni militari statunitensi. Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha dichiarato che il dipartimento «non commenta questioni interne relative al personale o alle indagini», ma prende sul serio le fughe di informazioni classificate.2 Finora, l’indagine ha dimostrato con maggiore chiarezza la determinazione del Pentagono a trovare una fonte che la capacità dei poligrafi di riuscirci.