Storia
settembre 19, 2026

L’avvertimento di Macron sulla Russia trasforma le minacce ibride in una nuova prova per l’Europa

La Francia sta preparando difese contro droni e attacchi informatici russi, presentandoli come parte di una campagna più ampia volta a erodere il sostegno europeo all’Ucraina. Il piano solleva inoltre interrogativi su quanto la deterrenza debba estendersi alle infrastrutture e all’industria civili.

La Francia si sta muovendo per rafforzare le proprie infrastrutture critiche contro quella che il presidente Emmanuel Macron descrive come un’espansiva campagna russa al di sotto della soglia della guerra aperta. L’iniziativa riflette le crescenti preoccupazioni dell’Europa per la sicurezza, ma anche la difficoltà di dimostrare le intenzioni e calibrare una risposta.

Dopo aver consultato membri del governo, funzionari della sicurezza e leader politici al Palazzo dell’Eliseo, Macron ha chiesto al suo governo di elaborare un piano nazionale riguardante le infrastrutture e i siti sensibili della difesa. Ha affermato che «la natura dell’aggressione e delle minacce russe in Europa sta cambiando» e che la risposta deve includere la protezione contro «gli attacchi con droni» e «gli attacchi informatici», nonché contro le minacce ai «siti più sensibili della nostra base industriale e tecnologica della difesa».

La posizione francese presenta la minaccia come al contempo fisica e politica. Secondo Macron, gli attacchi di Mosca in tutta Europa mirano non solo a interrompere le operazioni, ma anche a scoraggiare il continuo sostegno occidentale all’Ucraina. L’enfasi sulle fabbriche di armamenti e sui siti tecnologici suggerisce che la Francia consideri la guerra ibrida una sfida alla capacità del continente di sostenere gli aiuti militari, non semplicemente un problema convenzionale di controspionaggio.

Questa interpretazione amplia la posta in gioco. Le incursioni di droni e gli attacchi informatici possono danneggiare strutture, esporre vulnerabilità o generare allarme pubblico senza oltrepassare la soglia chiara di un attacco armato. Parigi sta quindi trattando la resilienza — la protezione delle reti, della capacità industriale e dei servizi critici — come una componente centrale della deterrenza.

Tuttavia, l’annuncio resta un quadro di riferimento più che una politica dettagliata. Macron non ha specificato pubblicamente quali siti riceverebbero la priorità, come verrebbero assegnate le responsabilità o quali conseguenze seguirebbero a un’operazione russa attribuita. Il piano potrebbe rafforzare la preparazione, ma rischia anche di consentire che un’ampia definizione delle attività «ibride» orienti la politica di sicurezza prima che siano pienamente stabilite le prove e la proporzionalità.