Storia
settembre 19, 2026

Aggiornato il settembre 20, 2026

Trump firma la legge sulle sanzioni contro la Russia mentre il Congresso gli consegna le chiavi

La nuova legge intensifica la pressione sulla Russia e sull’Iran, ma i suoi ampi poteri in materia di dazi e deroghe alimentano i timori che il Congresso abbia concesso a Trump un controllo eccessivo sul modo in cui le sanzioni vengono applicate.

Trump ha firmato una legge sulle sanzioni pensata per mettere sotto pressione l’economia di guerra russa, ma il provvedimento conferisce inoltre al presidente un’autorità insolitamente ampia nel decidere con quale intensità applicarla. Il risultato è una politica concepita per limitare Mosca che potrebbe invece ampliare il potere presidenziale dentro e fuori dai confini nazionali.

La legge Lindsey O. Graham sulle sanzioni contro Russia e Iran prende di mira i ricavi russi derivanti da petrolio e gas, funzionari, banche, oligarchi, reti di armamenti e la cosiddetta “flotta ombra” di navi utilizzate per eludere le restrizioni. Estende inoltre le sanzioni contro l’Iran, riflettendo la preferenza dell’amministrazione per la pressione economica come strumento per spingere Teheran verso i negoziati.

I conservatori presentano il provvedimento principalmente come un’intensificazione della guerra economica. La loro ricostruzione sottolinea che la Russia ha continuato a finanziare la propria guerra attraverso le vendite di energia e che la legge chiude le scappatoie perseguendo sia le entità russe sia le reti straniere che le aiutano. La legislazione segna inoltre un cambiamento nell’approccio di Washington dopo che i precedenti tentativi di porre fine alla guerra si erano arenati.

La critica liberale accetta l’obiettivo dichiarato delle sanzioni, ma si concentra sul meccanismo. La legge consente a Trump di imporre dazi fino al 100 per cento sui Paesi che acquistano energia russa, compresa la Cina, e sui governi accusati di aiutare Mosca a eludere le sanzioni. Gli conferisce inoltre la facoltà di stabilire quali Paesi colpire, quali aliquote applicare e quando le sanzioni possano essere revocate.

Questo contrasto definisce la tensione centrale del provvedimento: i sostenitori vedono la flessibilità come una leva, mentre i critici vedono una delega dell’autorità del Congresso con pochi limiti chiari. Il provvedimento rafforza quindi la pressione sulla Russia e sull’Iran, rendendo al contempo l’applicazione delle sanzioni più dipendente dal giudizio di un solo presidente. La sua efficacia potrebbe dipendere meno dalle sanzioni scritte nella legge che dal modo in cui Trump sceglierà di esercitare i poteri aggiuntivi costruiti su di esse.