Storia
3 ott 2026

I Kennedy Center Honors lasciano la loro sede mentre si inasprisce la disputa sul cambio di nome voluto da Trump

I Kennedy Center Honors del 2026 si trasferiranno alla Capital One Arena durante i lavori di ristrutturazione, mentre calano le vendite dei biglietti e si intensifica la battaglia legale sulla proposta del presidente Trump di cambiare nome all’istituzione.

I Kennedy Center Honors lasciano l’edificio che li ha ospitati sin dall’inizio dei premi, nel 1978, trasformando il cambio di sede nell’ultimo simbolo del caos politico e legale che circonda l’istituzione.

La cerimonia è prevista per il 7 dicembre alla Capital One Arena di Washington, secondo il Kennedy Center. Il trasferimento avviene mentre il complesso dedicato alle arti dello spettacolo resta chiuso per lavori di ristrutturazione e il suo futuro rimane incerto. Un resoconto di orientamento liberal presenta il trasferimento come parte dell’“offensiva” più ampia del presidente Donald Trump contro il luogo simbolo, indicando le controversie al Congresso e nei tribunali, il calo delle vendite dei biglietti e l’influenza della sua amministrazione sulla programmazione.

La stampa conservatrice, al contrario, presenta lo sviluppo in modo più diretto: un titolo descrive il trasferimento degli Honors “nel mezzo della disputa sull’aggiunta del nome di Trump”, mentre un altro sottolinea la semplice ironia del fatto che la cerimonia di quest’anno “non si terrà al Kennedy Center”. Questi resoconti mettono in evidenza il fatto centrale senza adottare l’argomentazione più ampia secondo cui il trasferimento rappresenterebbe una minaccia esistenziale per l’istituzione.

La disputa non è meramente simbolica. Il consiglio di amministrazione del Kennedy Center, composto in gran parte da membri nominati da Trump, ha votato per aggiungere il suo nome, mentre in seguito un giudice federale ha stabilito che il luogo “deve essere intitolato esclusivamente al presidente Kennedy e deve rendergli omaggio”. Trump ha difeso il tentativo di cambiare nome sostenendo che, “se non lo facciamo, chiuderà”, e ha minacciato la demolizione se non gli sarà consentito di apporre il proprio nome sull’edificio.

Le interpretazioni contrapposte convergono su un punto: gli Honors si trasferiscono perché il Kennedy Center è travolto dai disordini. Divergono invece sul significato di tali disordini: una risposta amministrativa ai problemi di ristrutturazione e finanziari, oppure la prova che un’istituzione culturale nazionale viene rimodellata dal potere presidenziale.