Storia
ottobre 9, 2026

Lo scontro sul «Salve, Satana» a Ottumwa rivela i limiti della neutralità religiosa

Un’invocazione satanica durante una riunione del consiglio di Ottumwa ha suscitato richieste di una replica pubblica, mentre i funzionari comunali difendevano una politica concepita per accogliere la diversità religiosa, compresa la non credenza.

L’ultima riunione del consiglio di Ottumwa ha trasformato una politica pensata per tutelare la diversità religiosa in una prova di quanto possa estendersi la neutralità ufficiale. Un’invocazione satanica, conclusa con «Salve, Satana», ha spinto un pastore a chiedere un intervento immediato e ha messo in luce profonde divisioni tra i funzionari comunali.

L’ex consigliere Matt Dalbey ha aperto la riunione invocando il «padre oscuro» e chiedendo «l’impulso luciferino a mangiare dall’albero della conoscenza». Il pastore Rick Bick del New Life Center ha definito l’invocazione una «maledizione» e ha insistito affinché il consiglio «invertisse immediatamente questa maledizione», sostenendo che quelle parole «non sono benvenute qui».

Il sindaco Benjamin Foote ha risposto ordinando 30 secondi di silenzio per la preghiera o la riflessione. In seguito ha dichiarato che l’invocazione «non rappresenta la fede o i valori delle famiglie che considerano questa città la propria casa», distinguendo il messaggio dell’oratore dalla comunità nel suo complesso.

La consigliera Cara Galloway ha assunto una posizione nettamente diversa. Ha sostenuto che, una volta adottata una politica sulle invocazioni che riconosceva «le confessioni religiose organizzate e non organizzate», oltre ad «altre fedi, sistemi di credenze o l’assenza di questi», il consiglio doveva accettare punti di vista che molti residenti avrebbero potuto trovare offensivi. Il suo avvertimento era tanto pratico quanto costituzionale: consentire ai funzionari o ai residenti di rispondere a un’invocazione avrebbe potuto creare un ciclo di obiezioni, controversie e potenziali costi legali.

Dalbey, membro del The Satanic Temple of Iowa, ha dichiarato che la preghiera è comunemente usata dal gruppo, ma «non ha nulla a che fare con la fede in una divinità satanica». Il consigliere Bill Hoffman, nel frattempo, ha detto di essere uscito durante l’invocazione, difendendo però il diritto di Dalbey garantito dal Primo Emendamento; si è definito «un uomo cristiano con valori cristiani» che aveva scelto di non assistervi.

La controversia si basa dunque su due definizioni contrapposte di neutralità: Bick e Foote presentano l’invocazione come un affronto ai valori della comunità, mentre Galloway e Hoffman considerano la neutralità come la tutela del diritto dell’oratore, anche quando i funzionari sono fortemente in disaccordo.

Copertura della storia