Storia
ottobre 10, 2026

Aggiornato il ottobre 11, 2026

La diretta streaming dell’esecuzione del Pentagono trasforma una condanna a morte in una prova della moderazione americana

L’amministrazione presenta l’esecuzione di Nidal Hasan come un monito pubblico, ma i critici di tutto lo spettro politico sostengono che trasmetterla in diretta glorificherebbe la violenza, rievocherebbe i regimi autoritari e rischierebbe di creare un martire.

L’esecuzione programmata di Nidal Hasan è diventata un argomento più ampio sul fatto che la giustizia possa essere resa pubblica senza trasformarsi in teatro politico. Il Pentagono afferma che gli spettatori dovrebbero vedere le conseguenze del terrorismo; i suoi critici vedono un governo che mette deliberatamente in scena la violenza per ottenere un effetto.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha difeso l’esecuzione di Hasan mediante fucilazione come esempio di assunzione di responsabilità. «Faremo in modo che le persone possano assistervi, che sia pubblica», ha detto, sostenendo che gli americani dovrebbero comprendere le conseguenze di atti simili. Il presidente Donald Trump ha appoggiato la condanna a morte e ha detto di comprendere la decisione di trasmetterla in diretta, perché a quanto pare i funzionari volevano che l’esecuzione «servisse da esempio».

Questa motivazione non ha unito i conservatori. Il senatore repubblicano Thom Tillis ha definito la proposta «assolutamente disgustosa», mentre il deputato Austin Scott ha detto di sostenere la condanna, ma di ritenere che trasmettere le esecuzioni in diretta sia «ciò che fanno i jihadisti». Anche il vicepresidente JD Vance ha sottolineato la responsabilità di Hasan per l’uccisione di 13 persone, ma ha detto: «se alla fine sarà trasmessa in diretta, non la guarderò».

L’opposizione va oltre una disputa sulla pena capitale. Il senatore democratico Chris Murphy ha definito le esecuzioni pubbliche «medievali», mentre l’ex sergente dell’esercito Alonzo Lunsford, sopravvissuto a Fort Hood e favorevole all’esecuzione di Hasan, ha detto che non dovrebbe essere presentata «a scopo di intrattenimento». I difensori dei diritti umani sostengono che le esecuzioni pubbliche siano associate agli Stati autoritari e non costituiscano un deterrente contro la criminalità; la sede statunitense di Amnesty International afferma che non esistono prove di un effetto deterrente unico della pena di morte.

Anche alcuni commentatori conservatori hanno considerato il piano come la prova di uno spostamento politico più ampio verso lo spettacolo e la spietatezza. La contraddizione centrale è quindi evidente: i funzionari affermano che la trasmissione in diretta dimostrerebbe il potere dello Stato, mentre gli oppositori avvertono che potrebbe imitare le tattiche propagandistiche dei gruppi terroristici, glorificare la violenza e offrire a Hasan la piattaforma per il martirio che i suoi sostenitori cercano.

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